{"id":31040,"date":"2023-09-27T12:23:00","date_gmt":"2023-09-27T15:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vopus.org\/enigmas-de-la-simbologia\/"},"modified":"2023-10-04T12:59:54","modified_gmt":"2023-10-04T15:59:54","slug":"enigmi-della-simbologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vopus.org\/it\/enigmi-della-simbologia\/","title":{"rendered":"Enigmi della simbologia"},"content":{"rendered":"\n<p>Molto stimati amici e amiche:<\/p>\n\n\n\n<p>mi fa piacere, in questa opportunit\u00e0, farvi giungere un\u2019altra incisione realizzata da <strong>Kark Von Eckartshausen<\/strong>, editata nel 1790, due anni dopo la prima edizione.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-medium is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/vopus.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/enigmas-de-la-simbologia-karl-von-eckartshausen-480x841.png\" alt=\"Enigmi della simbologia, Karl Von Eckartshausen\" class=\"wp-image-30866\" width=\"360\" height=\"631\" title=\"Enigmi della simbologia, Karl Von Eckartshausen\" srcset=\"https:\/\/vopus.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/enigmas-de-la-simbologia-karl-von-eckartshausen-480x841.png 480w, https:\/\/vopus.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/enigmas-de-la-simbologia-karl-von-eckartshausen-960x1682.png 960w, https:\/\/vopus.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/enigmas-de-la-simbologia-karl-von-eckartshausen-768x1345.png 768w, https:\/\/vopus.org\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/enigmas-de-la-simbologia-karl-von-eckartshausen.png 1079w\" sizes=\"(max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>In quest\u2019opera artistica possiamo apprezzare in primo luogo una <strong>sfinge<\/strong> che sembra morta, o almeno reclinata su una PIETRA CUBICA, e sui suoi lombi osserviamo un albero fiorito a met\u00e0, e per l\u2019altra met\u00e0 totalmente secco. Un nastro sostiene le due chiavi di San Pietro sulla sfinge. Osserviamo pure al di sopra dell\u2019albero le due parole: SCIENTIA BONI ET MALI.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cos\u2019\u00e8 tutto ci\u00f2?<\/p>\n\n\n\n<p>Per prima cosa dobbiamo affermare che la sfinge \u00e8 l\u2019immagine della natura. \u00c8 per quello che saranno sempre presenti sul suo albero rappresentativo i frutti el BENE e del MALE. Quest\u2019albero \u00e8 lo stesso che si menziona nella Sacre Scritture cristiane, l\u2019albero dell\u2019EDEN.<\/p>\n\n\n\n<p>Mediante la Gnosi ci \u00e8 stato detto che tale albero \u00e8 la <strong>sessualit\u00e0<\/strong> e quest\u2019ultima \u00e8 un coltello a doppio filo. La sessualit\u00e0, correttamente diretta, redime l\u2019uomo, ma messa al servizio dei nostri aggregati psicologici ci schiavizza e ci fa degenerare, come sta avvenendo sempre di pi\u00f9 con la nostra pseudo-civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 gi\u00e0 risaputo da tutti noi che il frutto dell\u2019albero edenico \u00e8 la <strong>mela<\/strong> e che i devoti del cammino hanno diritto ad alimentarsi con gli aromi che essa espelle <strong>&nbsp;ma non a divorarsela<\/strong>, poich\u00e9 questo \u00e8 quel che chiamiamo <strong>fornicazione<\/strong>. \u00c8 molto triste che tutta la nostra umanit\u00e0 per secoli e millenni abbia voluto<strong> perdere le sue energie sessuali<\/strong> (divorandosi le mele), il che la allontan\u00f2 dalle energie sovradivine dell\u2019ESSERE e, di conseguenza, trasformandola in un\u2019umanit\u00e0 perversa dominata dall\u2019<strong>Ego animale e da sua madre la Bestia, il cui numero \u00e8 666<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai puri e sensati devoti del cammino stretto questo <strong>coltello<\/strong> serve per distruggere il loro psichismo animale y riprendere la loro normalit\u00e0 ed innocenza divine che prima il genere umano possedeva. Ci\u00f2 \u00e8 possibile mediante l\u2019<strong>arte trasmutatoria che la Gnosi ci insegna<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019opera <strong><em>LE DIMORE FILOSOFALI<\/em> del V.M. Fulcanelli<\/strong> appaiono le parole di Eug\u00e8ne Canseliet che ci dice in uno dei suoi prologhi:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>\u00abTotus mundus in maligno (mali ligno) positus est; tutto il mondo \u00e8 istallato nel diavolo (nell\u2019albero del male).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ecco qui, dunque, l\u2019albero della scienza del bene e del male, quello del Genesi, di cui il Creatore ordin\u00f2 ad Adamo di non mangiare, rivelandosi sin dal principio la conseguenza inevitabile e funesta: \u201cPerch\u00e9 il giorno in cui ne mangerete certamente morirete; in quocumque enim die comederis ex eo, morte morieris\u201d\u00bb.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ma, gi\u00e0 entrati in materia, lo stesso <strong>Fulcanelli<\/strong> aggiunge nella sua opera alchemica queste parole:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>\u00abTutti gli autori classici si mostrano unanimi nel riconoscere che la Grande Opera \u00e8 un riassunto, ridotto alle proporzioni e possibilit\u00e0 umane, dell\u2019Opera Divina. E siccome l\u2019adepto vi deve apportare il meglio delle sue qualit\u00e0 si vuol portarla a termine, sembra giusto ed equo che raccolga i frutti dell\u2019Albero della Vita e approfitti delle mele meravigliose del giardino delle Esperidi [qui va inteso che si parla di saper utilizzare la mela del desiderio]\u00bb.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Parlandoci ora dell\u2019<strong>albero secco<\/strong> della nostra incisione, l\u2019insigne Adepto Fulcanelli ci dice quindi:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>\u00ab\u2026si tratta del nostro albero secco, lo stesso che ebbe l\u2019onore di dare il suo nome a una delle strade pi\u00f9 vecchie di Parigi, dopo essere apparso per molto tempo in una celebre insegna. Edouard Fournier ci racconta che, secondo Sauval, questa insegna si vedeva ancora verso il 1660. Designava ai passanti una \u201clocanda di cui parla Mostrelet\u201d ed era ben scelta per un simile stabilimento che, dal 1300, doveva essere servito da albergo ai pellegrini della Terra Santa. L\u2019albero secco era un ricordo di Palestina, ed era l\u2019erba piantata vicino a Hebron che, dopo essere stata sin dall\u2019inizio del mondo, \u201cverde e frondosa\u201d, perse il suo fogliame il giorno in cui il Nostro Signore mor\u00ec sulla croce, e allora si secc\u00f2. [\u2026]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tale \u00e8 il geroglifico adottato dai filosofi per esprimere l\u2019inerzia metallica, ossia, lo stato speciale che l\u2019industria umana fa assumere ai metalli ridotti e fusi. [\u2026]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>I saggi ci dicono che sono morti, almeno, in apparenza, perch\u00e9 non \u00e8 impossibile, sotto la loro massa solida e cristallizzata, indovinare la vita latente, potenziale, nascosta nel profondo del loro essere. Sono alberi morti, sebbene conservino anche un resto di umidit\u00e0, i quali non daranno pi\u00f9 foglie, fiori, frutti n\u00e9, soprattutto, semi\u00bb.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Che cos\u2019\u00e8 tutto questo, ci chieder\u00e0 il lettore?<\/p>\n\n\n\n<p>Il linguaggio alchemico fu per secoli di carattere metaforico. Solamente il benedetto Maestro Samael Aun Weor ebbe l\u2019audacia di mostrare o svelare per la nostra umanit\u00e0 tutti questi segreti dell\u2019<strong><em>Ars Magna<\/em><\/strong>. La cruda realt\u00e0 di quel che qui si denomina <strong>albero secco<\/strong> non \u00e8 altra che la disgrazia dell\u2019essere umano che lo ha spinto per millenni <strong>a fornicare<\/strong> (ossia a perdere il proprio seme sessuale). Perci\u00f2 ci viene detto che quell\u2019albero (prima verde) produceva foglie, fiori e frutti, ma poi si secc\u00f2 fino ai nostri giorni a partire dalla crocifissione del V.M. Aberamentho, poich\u00e9, nonostante i suoi insegnamenti, la stirpe umanoide continu\u00f2 senza tregua ad attentare contro il sesto comandamento del decalogo mosaico. Certamente, sebbene resti umidit\u00e0 nella sessualit\u00e0 umana, la sua natura non produce pi\u00f9 spermatozoi n\u00e9 ovuli e perci\u00f2 \u00e8 un <strong>semente morta, non adatta a compiere la Grande Opera interiore<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Se parliamo della sfinge della nostra incisione ci troviamo di fronte a un altro mistero. Essa \u00e8 rappresentativa della natura intera per il fatto di inglobare nella sua struttura i quattro elementi, ed \u00e8 prostrata, o pi\u00f9 o meno addormentata, o forse sconfitta, per supplicare l\u2019uomo di risvegliarla dal suo letargo, di ravvivarla, di rinnovarle la vita ecc. Perci\u00f2 su di essa appaiono le due chiavi di San Pietro. Tali chiavi sono il simbolo dello <strong>Zolfo<\/strong> e del <strong>Mercurio<\/strong> del nostro lavoro di laboratorio, questione della quale abbiamo abbondantemente parlato nei nostri trattati. Chi lavora con quei due ingredienti ottiene la riconciliazione con <strong>la sfinge sacra dei misteri ermetici. Questo \u00e8 il nostro compito, paziente lettore<\/strong>\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole in latino <em>SPHINX MORIENS<\/em> significano \u201cla sfinge morente\u201d, riaffermando quanto detto anteriormente.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>&nbsp;roccia o pietra misteriosa<\/strong> su cui si mostra l\u2019emblematica sfinge non segnala altra cosa che la <strong>Pietra dei filosofi, roccia sacra o materia cubica<\/strong> che porta il sigillo della forza solare. Nella nostra incisione tale pietra appare un po\u2019 deteriorata, come se fosse stata dimenticata o abbandonata. Ed \u00e8 che, certamente, l\u2019ignoranza umana, essendosi allontanata intenzionalmente dallo Spirito, si allontano allo stesso modo da sua <strong>madre, la natura<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sull\u2019albero, come abbiamo gi\u00e0 menzionato, appaiono in latino le due parole che sono in relazione con esso:<strong> <em>Scientia Boni et Mali<\/em><\/strong>, da tradurre come \u2018<strong>Bene e Male<\/strong>\u2019, poich\u00e9 fanno riferimento all\u2019albero della scienza del bene e del male.<\/p>\n\n\n\n<p>Permettetemi di aggiungere alcune frasi per la vostra riflessione:<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u00abL\u2019intelligenza non potrebbe rappresentare per molto tempo il ruolo del cuore\u00bb.<\/em><\/strong><br>La Rochefoucauld<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u00abNiente purifica eccetto l\u2019intelligenza\u00bb.<\/em><\/strong><br>Oscar Wilde<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u00abQuanto pi\u00f9 vasta \u00e8 un\u2019intelligenza pi\u00f9 soffre per i propri limiti\u00bb.<\/em><\/strong><br>E. Thiaudi\u00e8re<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u00abNon c\u2019\u00e8 luce che si accenda nell\u2019intelligenza che non vada ad accendere il suo fuoco nel cuore\u00bb.<\/em><\/strong><br>Ahrens<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>\u00abNon esiste assolutamente alcuna risorsa quando manca l\u2019intelligenza\u00bb.<\/em><\/strong><br>Santa Teresa di Ges\u00f9<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">JUCUNDI ACTI LABORES<br>(I lavori fatti sono piacevoli\u2019)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>KWEN KHAN KHU<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>mi fa piacere, in questa opportunit\u00e0, farvi giungere un\u2019altra incisione realizzata da Kark Von Eckartshausen, editata nel 1790, due anni dopo la prima edizione. 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